Mia madre è cresciuta negli anni 40, a ridosso della seconda guerra mondiale.
Nata in una famiglia umile, dai racconti che ascolto da bambino mi è sempre stata descritta come una ragazzina sveglia, a volte monella, così monella che mio nonno , anche a causa della ristrettezza dei tempi, l’aveva predestinata a fare la sarta. Un tempo le ragazze che finivano la scuola dell’obbligo infatti, venivano mandate dalla ‘mastra, ossia dalla sarta o dalle ricamatrici, con l’unico obiettivo di prepararsi il corredo per quando avrebbero trovato marito.
Una decisione che stava stretta a mia madre, che da bambina sognava di fare la maestra al punto tale che questo era uno dei giochi che faceva con le altre bambine del quartiere.
Erano tempi in cui i figli dovevano fare quello che dicevano i genitori e quella piccola monella di tredici anni che che era mia madre trovò un modo di “ribellarsi” civilmente al volere del padre.
Mio nonno era socialista, nei tempi in cui i socialisti erano anche anti clericali.
Mia madre, si trovò (casualmente!) a parlare con il vescovo di allora, Mons. Barbieri.
Al quale raccontò dei suoi sogni, messi a repentaglio dai progetti del padre.
Il Vescovo le promise un posto nel collegio delle suore, dove alloggiavano le studentesse che frequentavano le scuole superiori.
Mio nonno, che nel frattempo aveva notato questo via vai di mia madre in chiesa ed in episcopio, iniziò ad immaginare l’impensabile per un socialista: e se mia figlia dovesse farsi suora??
Così trascorse l’estate, con mia madre che faceva avanti ed indietro dalla chiesa e mio nonno, sempre fermo sulle sue convinzioni, che osservava sospettoso ed impaurito ogni movimento della figlia e magari dava la colpa alla moglie, mia nonna.
Arriva settembre, a Cassano c’è la fiera.
Mia madre esce con le amiche ed i pochi spiccioli messi da parte e si va a comprare le lenzuola per il collegio.
Al ritorno a casa mio nonno, che già era stato informato da qualcuno che la figlia si stava comprando delle lenzuola alla bancarella, la guarda e le fa: cosa ne devi fare di queste lenzuola?
Mia madre, senza scomporsi e senza timore, tira un sospiro di sollievo e risponde: mi servono per il collegio!
Mio nonno, che in fondo in fondo aveva un gran cuore, la guarda e scoppia a ridere rassicurandola che sarebbe andata a scuola ma con i suoi soldi, non con quelli della chiesa!
Era tornata la pace in famiglia, rideva mio nonno per quella figlia un po’ testarda ed un po’ ribelle, proprio come lui.
Mia madre, che era ancora una ragazzina, andò a Cosenza e frequentò l’Istituto Magistrale, alloggiando al collegio delle suore.
Dopo qualche anno tornò a Cassano donna e maestra. Ha insegnato nella scuola di Cassano per 45 anni. La Guaragna ha trasmesso ai suoi allievi la determinazione che ognuno di noi deve avere per raggiungere un obiettivo, per avere quel riscatto che ognuno sogna da bambino.
Era una donna, era ribelle, era mia madre ❤️
Auguri a tutte le donne, combattete, ribellatevi, fate quello che desidera il vostro cuore, non quello che vuole qualcun altro.
#8marzo #festadelladonna