La politica non è una griffe

Fosse stato per Giuseppe Conte, non ci sarebbero stati problemi. Senza ombra di dubbio, è stato un buon presidente del Consiglio, anche se, non dimentichiamolo, la prima fase del suo viaggio l’ha iniziata con Salvini, proprio perché così aveva scelto la maggioranza degli iscritti ed una delle regole fondamentali della democrazia, piaccia o non piaccia, è che le decisioni vengano sempre prese a maggioranza.

Poi qualcosa è cambiato anche nel movimento 5 stelle e molte decisioni vengono prese sui tavoli o tanto spesso da un nucleo ben definito di persone.

L’esempio più evidente è quello dei portavoce: una volta eletti nelle istituzioni hanno sicuramente lavorato, ma hanno lavorato da soli, senza confrontarsi con la base , con quegli iscritti al movimento che li avevano votati sulla piattaforma per essere candidati.

Attività politica svolta da soli, interrogazioni parlamentari fatte ad insaputa dei residenti, articoli e prese di posizione sui territori senza ascoltare i territori ma soprattutto staff che sono diventati occasione per piazzare, anche per pochi mesi, amici e parenti più stretti.

E poi l’ingresso nel centro sinistra: non un modo per rivendicare una leadership per il cambiamento ma un codazzo di quel carrozzone che oggi è il partito democratico, un pennacchio da sventolare in nome della novità e della freschezza delle idee e della politica.

Peccato che proprio dietro quell’aria di freschezza si cela la vecchia e solita politica, quella che ci ha governati per quarant’anni ed oggi cerca un carro nuovo e lucente con cui presentarsi agli elettori.

Qualcuno mi dice: non puoi regalare la Calabria ad Occhiuto solo perché hai qualche problema con qualche politico del tuo paese.

Ma il problema non è il problema (scusate la ripetizione del termine) con il politico del mio paese, il problema è la classe politica che quel politico rappresenta, una classe politica che di fatto si è imposta, amministrando gli ultimi cinquanta anni con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, senza dare spazio a chi la pensava diversamente e magari, voleva semplicemente dare buoni consigli.

Votare la sinistra solo perché altrimenti ci va la destra mi sembra una stronzata grande quanto il mondo.

Se la sinistra è solo una parola e poi nei fatti non è tale, sinceramente non capisco proprio cosa dovrebbe andare a fare.

Mi dispiace ma non ci casco, c’è chi mi dice che ascoltare certe parole sotto i palchi scaldi il cuore, ma al momento vivo una fase della mia vita in cui mi sono scocciato delle parole, sinceramente voglio vedere i fatti ed alla luce dei fatti, non vedo più quel movimento 5 stelle che avrebbe dovuto spazzare via la vecchia politica, quel movimento che avrebbe dovuto coinvolgere la gente con la democrazia partecipata, quel movimento che avrebbe dovuto farci uscire dal buio degli ultimi cinquanta anni.

Ci troviamo difronte ad un altro partito, con il suo apparato, le sue strategie ma soprattutto con le sue alleanze, o compravendite, basate su pacchetti di voti e di tessere.

Un partito per il momento televisivamente accettato, che piace alla gente che lo accoglie nelle piazze come si fa con i personaggi della televisione, per il vecchio centrosinistra un nuovo marchio , una griffe per mostrarsi al popolo come gente moderna, attuale e soprattutto “importante”.

Mi dispiace, ma non doveva essere questo il movimento.

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