La parabola del pane e della tavola

Un viandante, al calare del sole, giunse presso una locanda lungo la strada.

Era stanco del cammino e domandò soltanto un pane semplice e una brocca d’acqua fresca, poiché il suo corpo non sopportava bevande più forti.

Mentre mangiava in silenzio, giunsero alcuni uomini che sedevano nei posti d’onore. E uno di essi, vedendo il viandante, gli disse a voce alta:

«Impara prima di parlare delle strade che non conosci».

Il viandante non si adirò e cercò di spiegare che non stava parlando di una sola curva del sentiero, ma della direzione dell’intero cammino.

Ma le sue parole caddero come semi sopra la pietra.

Allora si parlò d’altro e la sala tornò serena.

Quando venne il tempo della mensa, al viandante fu posto davanti il suo pane semplice.

Agli altri, invece, furono portati molti piatti: prima il frutto della terra, poi la carne migliore, poi ancora abbondanza sopra abbondanza.

E coloro che sedevano accanto ai posti d’onore sorridevano e mangiavano con gusto.

Il viandante osservò ogni cosa senza invidia.

Quando ebbe terminato il suo pane, si alzò, salutò tutti con rispetto e si avvicinò al locandiere per pagare ciò che aveva consumato.

Mentre contava le sue monete, vide che altri continuavano a banchettare senza preoccuparsi del conto.

Allora comprese una cosa e la custodì nel cuore:

«Chi porta il proprio volto alla luce spesso paga il prezzo del suo pane. Chi invece si piega come canna al vento trova sempre qualcuno disposto a riempirgli la tavola».

E non provò rancore, né desiderò il posto degli altri.

Prese il suo mantello, salutò i commensali e riprese il cammino nella notte.

E disse nel suo cuore: «La tavola sazia per una notte, ma la libertà nutre per una vita intera.»

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